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giovedì 30 luglio 2020

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In Campania oltre 70 impianti sportivi abbandonati dopo le Universiadi


"Non abbassare la guardia” è l’appello lanciato da Nicola Egidio, segretario provinciale di Napoli Ugl sport e spettacolo, a proposito degli impianti sportivi utilizzati per le Universiadi 2019 della scorsa estate dopo un grandissimo lavoro di messa a norma, ristrutturazione e restauro. 

Sono 70 gli impianti dedicati alle varie discipline sportive nel territorio campano, molti dei quali polifunzionali, dislocati in 58 comuni della regione Campania, che potrebbero rischiare di non essere utilizzati, vanificando in tal modo un patrimonio unico nel suo settore e limitando il mondo degli sportivi che chiede a gran voce strutture adeguate per poter svolgere le attività in sicurezza e far crescere i propri ragazzi con la giusta educazione alle attività sportive.

La mancata manutenzione indispensabile per il loro funzionamento, in questo momento di crisi economica dovuta al covid-19 potrebbe pregiudicare il loro futuro, lasciando gli edifici recuperati recentemente dopo tanto sacrificio nuovamente verso un inevitabile abbandono.

Sperando nella tanto attesa ripresa economica, non è da sottovalutare anche gli eventuali introiti che potrebbero derivare dal comparto sportivo: un economia da tenere in grossa considerazione per il notevole indotto ad esso legata. Ma trascurare questo aspetto potrebbe invece nuocere sotto molteplici aspetti, senza prendere sotto gamba il fatto che ciò potrebbe causare una inevitabile dispersione di nuovi talenti in assenza di un regolare utilizzo delle strutture. La Campania vanta con orgoglio una lunga tradizione sportiva in campo nazionale e internazionale e tale aspetto non va assolutamente dimenticato o sottovaluto.

E' per questo che Nicola Egidio chiede a gran voce un interessamento da parte delle istituzioni, fiducioso che questo possa avvenire presto per veder crescere sul territorio le attività sportive e dare un importante contributo alla popolazione.




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Il dopo Covid 19: la cultura per ricominciare

La fondazione Francesco Terrone di Ripacandida e Ginestra è tornata attiva dopo il loockdown e ora ripropone una serie di incontri/convegni per riprendere il discorso, solo temporaneamente interrotto, sulla necessità di puntare sui valori della creatività artistica e culturale per un’indifferibile  rinascita umana e civile condividendo pienamente ciò che ha chiaramente affermato la commissaria alla cultura dell’Unione Europea, Mariya Gabriel, vale a dire che “l’Italia, l’Europa e il mondo intero usciranno da questa crisi più forti  e più uniti grazie alla cultura”.  E in questo modo potremmo anche dare  finalmente   concreta  attuazione a quanto esplicitamente prescritto dall’articolo 9 della  nostra Costituzione.

Il ciclo si articolerà con una programmazione interamente dedicata alle diverse forme espressive con il coinvolgimento, di volta in volta, di poeti, scrittori, filosofi, operatori culturali.

Tutto il “cartellone” sarà annunciato con una conferenza stampa nel corso della quale sarà esplicitata la strategia con cui si darà voce e sostanza all’iniziativa. Tuttavia si può già da ora anticipare che il primo appuntamento del ciclo sarà dedicato all’espressione poetica intesa come strumento identitario di civiltà e al potere salvifico della parola. Un appuntamento immancabile sarà dedicato alle celebrazioni dantesche per i 700 anni dalla morte del grande poeta.

Tutti gli incontri/convegni si terranno nella sede campana della Fondazione, al Centro Direzionale di Napoli, ovvero in sedi istituzionali di prestigio, saranno diffusi in streaming e documentati sul sito La cultura del mondo.


domenica 7 giugno 2020

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Documento unico, la burocrazia ostacola la ripresa del settore automobilistico





Il Paese si avvia alla ripartenza delle attività economiche nonostante le grandi difficoltà e per questo motivo si corre verso il tentativo di snellimento e velocizzazione della burocrazia nei vari ambiti in modo da non ostacolare ulteriormente la ripresa. Nei fatti, però, non è sempre così. La denuncia arriva anche dal settore automobilistico: l’imminente entrata in vigore del Documento Unico - così come da Decreto Legislativo n. 98 del 29 maggio 2017 prorogato al 1° gennaio 2019 dalla legge 205 del 2017 e già più volte rinviato - vedrà ora costrette le agenzie di pratiche auto ad adottare lunghe procedure per l’emissione del documento anche in piena emergenza coronavirus. Infatti secondo la nuova normativa saranno necessarie molteplici operazioni che aumenteranno i tempi di lavorazione di ogni singola pratica di circa 30/40 minuti e quindi il rischio di file di attesa e assembramenti.


Arrivano così numerose proteste provenienti dagli operatori del settore di tutto il territorio nazionale. “Tale circostanza è di base discutibile, ma in questo particolare momento risulta inaccettabile”, commentano nel gruppo Fb Consulenti per i mezzi di trasporto, dove ci sono oltre 750 agenzie italiane. E qualcuno spiega: “Con la nuova procedura si creerebbero assembramenti negli uffici e la materiale impossibilità di soddisfare le richieste dei clienti. Se le agenzie decidessero di non accettare tali richieste viste le palesi difficoltà, i cittadini dovrebbero necessariamente rivolgersi agli uffici pubblici sul territorio (che sono uno per provincia), che paradossalmente in questo momento sono chiusi o nei migliori casi limitano fortemente l’accesso, creando di fatto un blocco completo di tutte le pratiche amministrative legate alla compravendita dei veicoli che timidamente prova a ripartire”. Sembra così chiaro che ci si trova davanti all’ennesimo paradosso della burocrazia italiana questa volta a danno della ripresa economica dell’intero settore automobilistico. 


Inoltre con questa procedura aumenterebbero indirettamente i costi a carico degli operatori professionali e in via consequenziale degli utenti finali.


In Calabria il problema si trova già sul tavolo di discussione e sono partite le prime istanze a opera dei consiglieri regionali Francesco Pitaro e Luca Morrone dirette al Ministero dei Trasporti e all’Assessorato ai Trasporti della Regione. Evidenziando anche la  petizione su change.org i due consiglieri hanno chiesto di  sospendere le procedure informatiche di cui al d.lgs. N. 98/2017, o in subordine di mantenere per ogni agenzia il tetto del 30% di pratiche auto da svolgere con la detta procedura informatica, in attesa che la stessa sia snellita e velocizzata e che le agenzie ne assimilino i meccanismi. “Bisogna prendere atto delle numerose difficoltà segnalate in modo da avviare un’immediata interlocuzione con il Ministero dei Trasporti, al fine di portare all’attenzione di quest’ultimo il contenuto dell’istanza e venire incontro alle esigenze delle agenzie di pratiche auto”, hanno dichiarato.

L’obiettivo comune da raggiungere è che la pubblica amministrazione introduca sistemi diretti a semplificare e snellire le procedure su tutto il territorio nazionale, piuttosto che amplificare i costi e i tempi di svolgimento delle pratiche dovute per legge. Tra l’altro la nuova procedura ha aumentato le responsabilità a carico delle agenzie a cui è stata trasferita l’incombenza della custodia dei documenti senza diche le dette agenzie percepiscano emolumenti.

Pertanto secondo la maggior parte degli studi di consulenza automobilistica distribuiti su tutto il territorio nazionale si tratta di un grave peggioramento delle condizioni lavorative del settore e di conseguenza danni anche per gli utenti, in totale contrasto con la riforma Madia del 2017 che prevedeva l'eliminazione del Pra in quanto ritenuto un ente superfluo. Giudizio tra l’altro successivamente avallato sia dal Tar del Lazio che dal parere del Consiglio di Stato.






lunedì 18 maggio 2020

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L'Italia riparte: a Napoli riapre il complesso di San Lorenzo Maggiore



Si riparte, lentamente in Italia mentre si lotta ancora contro il coronavirus. Fra le tante categorie che tornano a vedere qualche spiraglio di luce anche gli appassionati di arte e cultura: finalmente tanti complessi monumentali aprono le porte al pubblico adottando però tutte le norme di sicurezza previste dal protocollo ministeriale, e fra queste anche il Complesso di San Lorenzo Maggiore a Napoli e gli scavi archeologici della Neapolis Sotterrata.

Tante difficoltà per le attività legate al settore turistico che ora più che mai ha subito un duro colpo durante l’emergenza. Ma ora, dopo due mesi di chiusura totale, i visitatori campani potranno tornare ad immergersi nelle bellezze delle proprie terre senza sforare il confine regionale. Sanificazione periodica certificata, controllo delle distanze di sicurezza e mascherine obbligatorie, dispenser di igienizzante in ogni angolo, guanti e protezioni per il personale; ma anche nuova segnaletica e percorsi che evitino il crearsi si assembramenti in attesa di tempi migliori: nel frattempo massima sicurezza per le visite culturali mentre si prova pian piano a dar sollievo anche all’anima dopo la quarantena grazie alla bellezza, all’arte, alla cultura.

Ad evidenziarlo anche uno dei responsabili del complesso monumentale di San Lorenzo, Roberto De Rosa: “Niente di meglio per riprendersi da questo periodaccio di crisi e paure che arricchirsi interiormente con l’arte e la storia che ci circondano. Un segnale di ripresa importante e di fiducia nella speranza di accogliere nel migliore dei modi visitatori e turisti locali, napoletani e campani in questo periodo e poi anche turisti italiani ed esteri quando si darà il via libera”, ha dichiarato a Il Mattino. 

La connessione Wi-Fi gratuita all’interno del complesso e un’app permetteranno di scaricare la videoguida che accompagnerà il visitatore secondo tre itinerari, che sono la Basilica, le Sale e gli Scavi archeologici dell’antico mercato greco romano. Fra le cose più suggestive l'itinerario degli scavi in cui si viaggia in una Napoli sotterranea conservata perfettamente a causa di un cataclisma, che rappresentano uno dei tesori più incredibili presenti nel cuore dei decumani a Napoli, tra 25 secoli di storia, per dare la possibilità ai campani di essere turisti nelle proprie terre ed emozionarsi con piccoli grandi viaggi indietro nel tempo, per conoscere le proprie origini e l’arte di cui è impregnata Napoli.

Tanti dubbi tuttavia attorno al futuro di un’altra categoria particolarmente colpita dalla crisi Covid 19, oggi ancora avvolta nell’ombra: quella delle guide turistiche,  il cui compito sarebbe quello di trasmettere il patrimonio culturale attraverso emozioni, creando ricordi e scambi umani incommensurabili accompagnando l’esperienza multisensoriale della visita con informazioni ma anche con la componente umana insostituibile nella trasmissione della cultura in grado di unire la sensibilità e la capacità di emozionare. Lo spiega Paola Artizzu, guida turistica e responsabile di Gti Campania: “La nostra categoria in Campania vive ancora nell’incertezza al momento non è ancora chiaro se siamo autorizzati a lavorare o meno. In altre regioni sono stati definiti dei protocolli chiari da seguire per la ripresa della nostra professione, ma qui sembra che siamo stati dimenticati. Quando si parla di turismo si ricordano alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari, qualche volta siti archeologici senza alcuna attenzione alla professione delle guide turistiche. C’è la voglia di rimettersi in gioco e di reinventarsi nuove attività adattandosi al periodo storico. Si potrebbe procedere con percorsi all’aperto nel rispetto delle misure di sicurezza, a piccoli gruppi mantenendo il distanziamento sociale. Ma noi in realtà ancora non abbiamo un protocollo di operabilità. Si tratta di numerosi professionisti che vivono nell'incertezza. Si potrebbero organizzare percorsi in sicurezza con i turisti delle nostre terre: c’è tanto da conoscere e da visitare anche per chi in Campania ci vive, ma ancora non sappiamo al momento se la nostra attività è legittima e siamo bloccati nei fatti nel prendere iniziative. Vorremmo riorganizzarci per restare a galla e valorizzare il nostro lavoro e i siti meravigliosi che ci circondano e che meritano luce”.











lunedì 4 maggio 2020

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"Vediamoci" su appuntamento: Acoin pronta alla fase due


La vista fra i cinque sensi è forse per l'uomo quello di cui si percepisce nell'immediato l'importanza. Ai tempi del coronavirus però proprio gli occhi, secondo numerosi studi, diventano uno dei mezzi attraverso cui può avvenire il contagio. Anche per questo nel particolare momento storico che il Paese attraversa è quindi bene proteggerli con occhiali o schermi che non danneggino la vista e quindi garantiti da centri appositi.  Anche per questo l’Acoin Federottica Napoli non vuole abbandonare i pazienti con problemi, ma anche tutti coloro che semplicemente vogliono proteggere i propri occhi. Così con l’avvio alla fase due l’associazione ottici optometristi di Napoli e provincia si è organizzata con scrupolo per la riapertura delle attività ed offrire il loro importantissimo servizio in tutta sicurezza: l'obbiettivo dell’associazione è quello di ridurre o meglio evitare file ed assembramenti e ovviamente attivare tutti i protocolli imposti dal decreto ministeriale. Per assicurarsi la massima efficacia, tuttavia, invita gli utenti a concordare preventivamente un appuntamento con il proprio centro ottico di fiducia: un modo per ridurre al massimo le attese e di conseguenza ottimizzare il tempo di tutti, e contemporaneamente evitare ogni tipo di affollamento.

Certamente anche i consumatori dovranno fare la loro parte e richiedere un appuntamento in modo da consentire un lavoro organizzato è una ulteriore dimostrazione di responsabilità nell'affrontare la seconda fase dell'emergenza che ha messo in ginocchio l'Italia per numero di vittime e per la conseguente crisi economica. E in questo periodo sono stati numerosi gli italiani in  attesa di una consulenza professionale: ora però la collaborazione e il buon senso comune sono indispensabili per riuscire a superare al meglio l’emergenza sanitaria e passare quanto prima alla fase tre che consentirà una maggiore libertà e la riapertura della maggior parte delle attività purtroppo non ancora pronte per la fase due.

L'attenzione dell'associazione però è diretta alla tutela delle fasce deboli: per questo l’Acoin Federottica Napoli ha sollecitato l'intera categoria a riservare priorità sugli ingressi al centro ottico ai casi più bisognosi e urgenti. Un modo per dimostrare maturità e buon senso soprattutto ai tempi del coronavirus.



mercoledì 22 aprile 2020

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Fase due, la proposta degli imprenditori campani: "Priorità alla sicurezza"


Si avvicina la fase due e l'Italia si prepara. Dalla Campania arriva la proposta per la ripartenza industriale, già discussa con il presidente della Regione De Luca e ora al vaglio del Ministero della Ricerca e innovazione e di tutti gli organi istituzionali per procedere alla ripresa delle attività in sicurezza su tutto il territorio nazionale. Lo racconta Giuseppe Romano, presidente Cise e Asi ai microfoni de Il Mattino: “Sono numerose le aziende nelle nostre terre e in tutto lo Stivale che soffrono lo stop alle attività. Anche il Meridione è ricco di realtà produttive, alcune medio piccole che rischiano maggiormente rispetto alle grandi imprese del Nord. È per questo che stiamo studiando già dall’inizio dell’emergenza insieme a degli esperti il modo migliore per affrontare questa situazione e danneggiare il meno possibile l’economia. Abbiamo chiesto dei sussidi per le aziende che in parte sono arrivati: questo permette di poter mantenere vive momentaneamente le industrie e fare manutenzione, ma anche di pagare gli operai nonostante in tanti casi sia ferma la parte produttiva”.

Lo scopo è quello di tutelare la salute dei lavoratori utilizzando sistemi appositamente studiati ed evitare gli assembramenti, mettendo anche a disposizione centri di assistenza sanitaria all’interno delle aree industriali mentre verranno scaglionati gli orari di lavoro, anche col rischio di dover modificare i turni pur di garantire il distanziamento sociale, come spiega ancora Romano: “La protezione è fondamentale all’interno delle aziende: lavorare in condizioni di rischio contagio vorrebbe dire bloccare in maniera sicuramente più lunga l’attività poi, come purtroppo è capitato ad alcune aziende del Nord. Rispettare le misure di sicurezza vuol dire continuare a produrre e tutelare i lavoratori e le loro famiglie, ed è per questo che abbiamo sottoposto al Ministero il progetto Smarties-Covid19 Industry”.


Dunque oltre alle solite precauzioni e all’obbligo di utilizzo dei comuni dispositivi di sicurezza forniti ai lavoratori dalle stesse aziende, nel progetto si propone di introdurre all’ingresso delle aree una camera termografica in grado di rilevare la temperatura corporea di chi accede ai luoghi di lavoro,  ma anche un portale tecnologico che possa controllare l’uso corretto della mascherina, gli accessi attraverso lo smartphone, il numero di persone all’interno e quindi i possibili assembramenti, la distanza sociale. Anche all’esterno delle aree aziendali verranno vietati gli assembramenti, e la verifica avverrà attraverso un sistema Nvr-Dvr intelligente con video analisi on-board.


Inoltre è prevista la richiesta a tutti i lavoratori di indossare un particolare bracciale che permetta di monitorare continuamente il distanziamento sociale, la temperatura corporea e anche il livello di saturazione di ossigeno nel sangue, e in caso di rilevamenti pericolosi il bracciale emetterà un allarme per segnalare ulteriori verifiche, e la segnalazione arriverà anche alla control room debitamente allestita in ciascuna azienda. Dispositivo per ora da indossare volontariamente, ma si assicura la tutela della privacy grazie al fatto che i dati verranno associati a codici anonimizzati, e solo in caso di necessità si risalirà ai dati sensibili collegati a ciascun codice, come precisa il presidente Cise e Asi nell'intervosta: “È una prassi che sta facendo tanto discutere e al momento sarà volontario l’utilizzo della stessa. Ma è importante far capire che non è interesse delle aziende violare la privacy dei lavoratori, l’unico interesse è tutelare la loro salute nel bene stesso dell’azienda e degli altri lavoratori e delle rispettive famiglie. Un ulteriore diffusione del virus potrebbe nuocere gravemente sotto l’aspetto sanitario ma anche industriale: ecco perché da qualunque punto di vista si guardi la priorità resta sempre la salute. Il nostro progetto si ispira all’esperienza della provincia autonoma di Trento, ma con delle opportune modifiche migliorative. Al momento sembra l’unico modo per ripartire limitando il più possibile i rischi. La ripartenza graduale è comunque necessaria per salvare l’economia: in questo momento sembra aumentare notevolmente il divario tra ricchi e poveri. Soprattutto le aziende più piccole vengono danneggiate da questa situazione poiché soffrono anche la difficoltà degli approvvigionamenti di materie prime che tendono a scarseggiare: hanno meno liquidità disponibile rispetto ad industrie più grandi e riescono a sfruttare meno la velocità. Questo può ovviamente portare al fallimento di alcune piccole attività, che invece meritano di essere salvaguardate perché fanno parte dell’economia del Sud e ne sono in alcuni casi addirittura motore trainante”.


Nel frattempo tuttavia tante imprese si sono riorganizzate: “Devo dare atto anche della grande risposta degli imprenditori locali: in tanti hanno riconvertito le loro attività per la produzione di ventilatori polmonari, come le nostre aziende aerospaziali. Ma anche piccole aziende si sono adattate alla produzione di mascherine per rendere autosufficiente il nostro territorio. Altre aspettano di adattarsi con le misure di sicurezza previste per la fase due in modo da evitare una prevedibile nuova carenza di mascherine: con la nuova fase aumenterà il fabbisogno visto che alcune persone torneranno a frequentare luoghi pubblici e posti di lavoro, e i dispositivi saranno obbligatori. È per questo che bisogna farsi trovare pronti”.


Anche se il problema delle autorizzazioni statali per la conversione delle attività resta. Un esempio è quello dell'alcool etilico: mentre aumenta la richiesta  non ci sono abbastanza imprese riconvertite alla produzione. Questo tuttavia non dipende dalla staticità degli imprenditori bensì dalle prassi burocratiche ancora troppo lunghe, da snellire per poter sopperire alle esigenze collettive.


Si fanno avanti così proposte innovative che tengono a cuore la salute pubblica alla base anche del buon funzionamento della nuova economia ai tempi del coronavirus: il Sud studia un piano graduale e attento ed ora il Ministero sta facendo le valutazioni per la sua attuazione su scala nazionale.


domenica 19 aprile 2020

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Fuorigrotta Solidale: Napoli risponde così all'emergenza Covid-19


Il grande cuore di Napoli durante l’emergenza coronavirus viene raccontato attraverso la testimonianza di un gruppo di volontari che hanno messo in pratica l’iniziativa Fuorigrotta Solidale a Il Mattino. Gli attivisti di Dinamica e Casa del popolo Fuorigrotta, associazioni no profit che da sempre operano nel sociale si sono infattiorganizzati nel rispetto del decreto per distribuire la famosa spesa sospesa, come spiega Annalisa Mantellini, consigliere della X Municipalità in un’intervista al giornale partenopeo: “Spesso ci siamo trovati davanti a genitori che, con le lacrime agli occhi, volevano sdebitarsi per la spesa che portavamo nelle loro case. Qualcuno non riusciva a credere che potesse ricevere gratuitamente qualcosa, in tanti hanno pianto. Anziani soli, impossibilitati ad uscire che hanno ricevuto medicinali, ma allo stesso tempo anche un pensiero che ha dato loro forza. E vedere questo ci ha fatto capire quanto è importante quello che facciamo e ci dà la forza di continuare ogni giorno: loro non lo sanno, ma ricambiano qualsiasi sforzo con le emozioni che ci danno, che non si possono descrivere. Ci fanno sentire umani, ci fanno riflettere su molte cose: il regalo più grande per questa Pasqua è stato consegnare delle uova di cioccolato realizzate da una cioccolateria delle nostre zone ai bambini che non potevano averne. Quegli occhi e quei sorrisi valevano più di qualsiasi sforzo, di qualsiasi cifra”.

Ma sono diverse le testimonianze della grande collaborazione di tutta la città che si affiancano a quella di Annalisa: “Sono tanti i napoletani che hanno voglia di aiutare, tanti i carrelli sospesi che le persone riempiono nei supermercati di Fuorigrotta. C’è collaborazione e solidarietà, e anche attraverso la pagina Fb dell’associazione Casa del Popolo Fuorigrotta è possibile segnalare famiglie in difficoltà o ricevere informazioni su come poter lasciare un contributo”, spiega Gianluca Cavotti, anche lui consigliere della X Municipalità. Trasparenza nella distribuzione e tanta voglia di fare in un periodo in cui l’Italia attraversa la crisi più grave dal Dopoguerra.

“Apparteniamo tutti ad associazioni no profit – ha precisato a tal proposito anche Antonio Luongo, consigliere Ente Idrico Campano, durante l’intervista - e riceviamo numerose segnalazioni anche dal Comune di Napoli. C’è un numero per prenotare la propria spesa solidale o segnalare che è lo 0817955555, attivo dal lunedì al venerdì o anche attraverso il sito del Comune di Napoli. Abbiamo istituito un Iban dedicato esclusivamente alle donazioni che trovate sulle nostre pagine e chi dona durante questa emergenza è soggetto a sgravi fiscali: per ogni bonifico, di qualsiasi cifra, ci sarà ovviamente una ricevuta e c’è la possibilità di detrarre il 30% dell’importo versato al momento della dichiarazione dei redditi”.

Nel gruppo di volontari anche Franco Veri e Fabiana Di Costanzo, rispettivamente presidente e segretaria dell’associazione Dinamica, che hanno raccontato le loro esperienze: “A volte non ci rendiamo conto della povertà che ci circonda, che magari è dietro l’angolo e presi dalla nostra vita non prestiamo attenzione. Mi sono trovato davanti persone che in questo periodo si sono privati anche delle cose più comuni”, è l’esperienza di Franco. “Quando hanno trovato una mano tesa verso di loro si sono aperti: a tante persone mancano cose che spesso molti danno per scontate. E non è giusto vedere certe scene. Nessuno dovrebbe privarsi dei beni di prima necessità e tutti coloro che si lamentano di aver perso dei privilegi dovrebbero passarsi la mano sulla coscienza. C’è chi non ha bisogno di aiuti statali per tanti motivi ma ne fa richiesta semplicemente perché si vede ridotto le entrate: questi riescono a guardarsi allo specchio la mattina? Sanno che ci sono persone che hanno problemi ben più gravi? L’Italia non deve fermarsi, le imprese devono avere i supporti necessari per evitare il fallimento: ma forse oggi, davanti a tutto questo dovremmo accontentarci, ridurre tutti i nostri guadagni al necessario, a favore di chi davvero lotta contro la fame”. D’accordo anche Fabiana, che aggiunge: “Ci sono immagini difficili da descrivere, ma la fotografia più bella della nostra città è quella di una Napoli che non abbandona nessuno, che lotta con dignità, accogliente e generosa con tutti, senza distinzioni di razza o genere. Quella dei più giovani che portano spesa e medicinali agli anziani, per proteggerli. Quella del cestino nei vicoli del centro storico con la scritta “Chi può metta, chi non può prenda”, o quella di un carrello pieno fuori al supermercato: anche questo va raccontato in un momento in cui molti pur avendo il frigo pieno e i familiari sani, magari comodi e al caldo nelle loro case, si deprimono o si lamentano delle restrizioni”.

E così da Nord a Sud in tanti si muovono per rispondere alla crisi con la solidarietà: l'Italia è pronta a reagire mentre ci si prepara alla fase due. 



mercoledì 19 febbraio 2020

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MIR Tech 2020 nel segno dell'innovazione e dello spettacolo


8 - 10 marzo 2020, Fiera di Rimini. Sono queste le date e il luogo che addetti ai lavori e appassionati del mondo dello Showbiz si devono segnare in agenda per non perdersi la quinta edizione di MIR Tech, la fiera organizzata da Italian Exhibition Group diventata punto di riferimento del settore, grazie ad un format unico nel suo genere con focus sul mondo delle tecnologie Light, Sound, Visual, Integrated System & Broadcast.
Tante riconferme ma anche molte novità e un calendario ricco di appuntamenti. Si parte con LIVE YOU PLAY, uno dei contenuti storici di MIR Tech che quest’anno occuperà 4 padiglioni della fiera e ospiterà palchi sui quali si esibiranno dal vivo artisti del mondo musicale e del teatro per dare dimostrazione al pubblico della potenza e del fascino delle tecnologie all’avanguardia delle più rilevanti aziende di settore. A questi si aggiunge quest’anno una grande new entry: si chiama AMG Arena ed è un padiglione interamente dedicato al mondo broadcasting, ideato e realizzato da AMG International, la più importante realtà italiana di servizi di progettazione e allestimento di show a 360°. Saranno in mostra video wall, riprese in Ultra HD e contenuti 4K, fino ad un percorso interattivo nel backstage e un vero set cinematografico.

Un grande show che si rispetti però non è tale senza luci. Per questo saranno presenti in fiera ospiti di fama internazionale. Marco Balich - Chairman di Balich Worldwide Shows e Produttore Esecutivo di Cerimonie Olimpiche e grandi live show in tutto il mondo- che presenterà ‘Future is Illuminated’, talk show dedicato al mondo delle luci, capace di far vivere le emozioni che animano i grandi eventi; i lighting designer Marco De Nardi, Jordan Babev, Aldo Visentin, Marco Piva, Nicholas Di Fonzo e Marco Filibeck - autori degli spettacoli di luce di grandi artisti come Negramaro, Andrea Bocelli, Subsonica e tanti altri - saranno invece protagonisti di ‘Lighting Designers @Work’, il laboratorio che darà vita a un Visual Show. E ancora Audio Vivo, il seminario in programma lunedì 9 marzo che si occuperà di approfondire i principali aspetti audio di un evento o concerto come qualcosa di vivo, tangibile e dinamico, tramite sessioni tecniche e pratiche a cura di Angelo “Pavarotti” Camporese, monitor e sound engineer degli spettacoli di Laura Pausini. Elisa, Eros Ramazzoti, e i fonici Adriano Brocca e Alberto “mente” Butturini.

Ci sarà inoltre una Dj Zone, con alcuni dei DJ icone del momento, come il duo Merk & Kremont che racconteranno nel corso di un panel la loro storia, dai primi passi mossi nel DJing alle produzioni che sono diventate delle Hit fino alle performance live che hanno infiammato i dancefloor di festival e club in tutto il mondo.

Il calendario completo degli eventi è disponibile sul sito ufficiale di MIR Tech: www.musicinsiderimini.it


giovedì 11 aprile 2019

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Gara di metal detector, a Cesenatico un poker di "molestatrici" per far girare la testa ai concorrenti

Ilaria Di Bari, Asia Fornari, Giulia Gabanini e Ilaria Briccolani. Sono loro le quattro incantevoli miss che - nelle vesti succinte di "detectorine" - parteciperanno alla prossima edizione del "Garrett contest", la più importante gara italiana di ricerca con metal detector che si disputerà il prossimo 28 aprile (dalle ore 9) sulla spiaggia libera davanti a piazza Costa a Cesenatico.
Avvolte nelle loro tutine "Garrett" avranno il compito di "disturbare" i concorrenti senza, tuttavia, mai alterare il regolare svolgimento della gara.
Tutte bellezze "made in Romagna", le quattro modelle - malgrado la giovanissima età - hanno già una loro storia fatta di passerelle, riflettori e gossip, come Ilaria di Bari già ospite dei salatini Mediaset grazie alla sua fresca love-story con Patrick Baldassari, l'ex di Valeria Marini "mollata" proprio per Ilaria nell'ultima edizione di Temptation Island. O come Asia Fornari, grande appassionata delle due ruote (è stata Miss Ciclismo 2015) e con il chiodo fisso della moda. O come Giulia Gabanini, appena maggiorenne ma già una "decana" dei concorsi di bellezza dove ha sempre fatto incetta di fasce e corone. O come Ilaria Briccolani, soprannominata "The Body", una delle più promettenti interpreti italiane del model fitness, non a caso reduce dalla partecipazione ai campionati del mondo di specialità. Saranno dunque loro - evento nell'evento - l'irresistibile coreografia vivente del Garrett Contest di Cesenatico, la gara di metal detector più appassionante e, da oggi, più seducente del mondo.

Info ed iscrizioni www.garrettcontest.it


mercoledì 10 aprile 2019

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Dal 3 al 5 maggio torna lo Spiritual Festival di Bagnacavallo

"Vedere il mondo con l'anima e praticare un'Arte che Curi". Da un progetto di Claudia De Matteis - evolutrice, ricercatrice spirituale ed esperta in discipline olistiche, fervente sostenitrice del pensiero di Alejandro Jodorowsky - (ri)nasce lo Spiritual Festival, il grande contenitore dedicato agli operatori dell'anima in programma dal 3 al 5 maggio all'Antico Convento di San Francesco a Bagnacavallo. 
Ambiziosa la finalità di questa terza edizione che, ancora una volta - riunendo in un unico evento arte, magia, sogno, realtà, scienza e spirito - esplorerà i respiri universali del mondo olistico per dilatare il nostro sguardo, indagare nuovi percorsi esistenziali e - come diceva lo stesso Jodorowsky – “Entrare in noi stessi, cercare il nostro gioiello interiore, trasformandoci, così, in creatori sacri”.
Mai così nutrito il carnet degli ospiti e degli espositori che, per tre giorni - con la preziosa partnership di Accademia Evoluzione Globale e la collaborazione esecutiva della sia presidente Monica Anjali Alzini -si alterneranno, tra il chiostro e la sala Oriani, in un arcobaleno di appuntamenti, seminari e meeting. Su una superficie di oltre 6.000 metri quadrati, in una location impregnata di energie e di emozioni, il Festival proverà a dare sostanza ad un nuovo disegno collettivo che prenderà forma, step by step, attraverso gathering rainbow (terapia pubblica collettiva), conferenze, show meeting, rituali, seminari ed incontri Individuali con consulenti olistici, ispiratori spirituali, artisti e sciamani.
Un carnet di eventi per risvegliare la nostra essenza profonda al ritmo vero della vita eterna: L’ARTE, seguendo come sempre la "bussola" dei colori, dal verde dell'energia al blu della musica, dal giallo del colore e delle arti curative al viola della maestria, dal rosso dell'essere all'arancione del Terapeuta-Artista. 
Special Guest dell’edizione 2019 sarà un'Anziana Inuit della Groenlandia, Elisabeth Petrussing Rosing, che parlerà delle loro antiche tradizioni e danzerà l’ancestrale “Danza della Maschera”.
Tra cristalli eterici e mandala di fiori, percorsi sonori e geometria sacra della luce, un evento riservato a chi è disposto a mettersi in discussione, uscendo dagli schemi quotidiani della vita per esplorare nuovi disegni più dinamici e nuovi modelli: "Lo Spiritual Festival 2019 - spiega Claudia De Matteis - vuole essere una piattaforma comune di condivisone, di umanità, arte, scienze, filosofia e teatro, musica, spiritualità, costumi e tradizioni con l'intento di espandere il benessere ed abbattere le barriere generazionali. L'evento è ispirato al mio incontro, nel 2014, con Alejandro Jodorowky, da cui sono stata profondamente affascinata. A quel punto, prendendo spunto dal suo ' Praticare un’Arte che Curi', ho ideato questo festival, mettendo in sintesi questa nuova energia, prorompente, giovane, ispirata ad un nuovo disegno collettivo e ad una nuova umanità, colorata, creativa e solare. Così ho deciso di assolvere la mia missione esistenziale tra colore ed essenza".
L'evento sarà promosso anche attraverso un'intensa campagna di comunicazione social, i cui hastag sono Arte&Magia, Sogno&Realtà, Scienza&Spirito.
Per acquistare in prevendita il biglietto dello Spiritual Festival si può cliccare sul sitowww.spiritualfestival.net - dove si può anche consultare il programma completo dei tre giorni - oppure inviare una mail a info@spiritualfestival.net o telefonare al 347-2723283


 


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