Una conferenza stampa, la prima visione del film, il confronto intorno a un tema di grande attualità e una serata conclusiva accompagnata da diversi riconoscimenti.
Il passaggio veneziano di “Risorse Umane”, cortometraggio scritto e diretto da Fabio Bastianello, si chiude con un bilancio particolarmente significativo.
La giornata è iniziata alle ore 13.00 con la conferenza stampa presso “Che Spettacolo! – Fondazione Ente dello Spettacolo”.
Alle 16.00 è arrivato il momento della prima visione di “Risorse Umane”, mentre alle 19.30 il percorso è proseguito al Galà delle Celebrità.
A presentare durante la giornata Fabio Bastianello e il progetto è stato Mauro Sabella, raccontando al pubblico il percorso e le motivazioni che hanno portato alla nascita del cortometraggio.
A Venezia è arrivato innanzitutto il Premio Speciale “Sguardo Contemporaneo” dell’Asti Film Festival, assegnato a Risorse Umane per la scelta di analizzare l’utilizzo della tecnologia come possibile mezzo di deresponsabilizzazione emotiva.
La motivazione ha inoltre sottolineato il lavoro di Bastianello nella direzione degli allievi della propria Academy, interpreti non professionisti di età differenti che hanno saputo offrire una prova misurata e credibile.
La giornata si è poi conclusa al Galà delle Celebrità, dove sono arrivati altri tre riconoscimenti.
Il primo è stato attribuito a Fabio Bastianello come regista innovativo, per la capacità di affrontare attraverso il cinema un argomento fortemente contemporaneo mantenendo al centro la componente umana.
Un secondo riconoscimento è andato agli attori della Bastianello Academy, premiati per quello che rappresenta un positivo inizio del loro percorso cinematografico.
Un risultato dal significato particolare: alcuni di loro sono arrivati a Venezia proprio attraverso il cortometraggio realizzato nell’ambito del loro percorso formativo.
Un premio legato a una caratteristica difficile da insegnare: la presenza scenica, quella qualità attraverso la quale alcune persone riescono naturalmente a catalizzare lo sguardo e a imprimere una propria identità davanti alla macchina da presa.
Premi differenti che finiscono per riconoscere le diverse anime dello stesso progetto: l’idea, la regia, la formazione degli interpreti e la presenza cinematografica.
Dietro il percorso di Risorse Umane c’è inoltre chi ha scelto di credere nell’intuizione quando il film era ancora un progetto. Tra questi Giuseppe Ligotti, che ha creduto nella visione di Fabio Bastianello e nella possibilità che una storia sull’intelligenza artificiale potesse diventare soprattutto una riflessione sulle persone. Venezia diventa così non soltanto il luogo nel quale presentare un film, ma una tappa dalla quale Risorse Umane può iniziare un percorso nuovo. Perché, come ricorda il messaggio che accompagna il progetto: Le decisioni cambiano. Le persone restano.
Press Office a cura di NotiCaMania

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